Patrimonio di Brand.

C’è un momento nella crescita di un Personal Brand in cui essere riconoscibile non basta più.

Hai lavorato sul posizionamento, hai costruito un’identità visiva, hai trovato un tono di voce e hai definito le tue offerte.
Probabilmente hai anche una community che ti conosce, clienti che parlano di te, contenuti che hanno lasciato traccia e un’estetica che qualcuno riconoscerebbe prima ancora di leggere il tuo nome.

Eppure, quando il business entra in una nuova fase, può succedere qualcosa di strano.
Cambia un’offerta, alzi i prezzi, inizi a lavorare con clienti diversi, ti interessa un territorio che qualche anno prima non avresti nemmeno considerato.

Il tuo ruolo cambia. Crescono le tue competenze. Cambi tu.
E improvvisamente torna la domanda: ”Come devo raccontarmi adesso?”

Spesso seguita dalla sua cugina leggermente più drammatica: “Devo rifare tutto?”

Credo che questo sia uno dei problemi più interessanti dei Personal Brand maturi.
Perché all’inizio costruire significa necessariamente prendere molte decisioni nuove.
Ma dopo cinque, sette, dieci anni di attività?
Non stai più partendo da zero.
Hai già costruito qualcosa.

Anzi, probabilmente hai costruito molto più di quello che sei abituata a considerare parte del tuo Brand.

Ed è proprio da qui che voglio partire.

Il tuo Brand possiede già più di quello che pensi.


Quando parliamo di Brand, soprattutto online, siamo abituati a guardare ciò che è immediatamente visibile.
Sito.
Instagram.
Copy.
Offerte.
Contenuti.
Tutto importante.

Ma dopo anni di attività iniziano ad accumularsi elementi molto meno evidenti e spesso molto più difficili da replicare.
Il modo in cui affronti un problema.
Le parole che le tue clienti utilizzano continuamente per descriverti.
Un metodo che forse non hai ancora chiamato metodo.
Il tipo di esperienza che le persone sanno di trovare lavorando con te.
Un linguaggio.
Dei rituali.
Un immaginario.
Reputazione.
Casi studio.
Una community.
Concetti che, dopo averli ripetuti abbastanza a lungo, iniziano ad avere il tuo accento.

Tutto questo esiste.
E soprattutto ha valore.

Il problema è che spesso continuiamo a gestirlo come una collezione di cose sparse invece che come un patrimonio.

È questo che negli ultimi mesi ho iniziato a chiamare Patrimonio di Brand.


Mi sono resa conto che è qualcosa su cui lavoro da quasi dieci anni, molto prima di avere un nome preciso per descriverlo.
Ogni volta che entravo in un progetto e cercavo di capire non soltanto cosa dovessimo creare, ma cosa esistesse già e meritasse di essere riconosciuto, stavo lavorando su questo.
Ogni volta che cercavo il filo che teneva insieme storia, competenze, offerte, personalità, parole e immaginario, stavo lavorando su questo.
Ogni volta che dicevo a una cliente “questa cosa che per te è normalissima in realtà è importante”, stavo lavorando su questo.

Negli ultimi mesi ho fatto qualcosa di diverso.
Ho iniziato a codificarlo.
A distinguere i passaggi, a osservare quali elementi ritornavano, a capire come ciò che estraiamo dalla founder possa diventare posizione, linguaggio, offerta, esperienza, sistema visivo e infine valore accumulabile.

Ed è diventato molto chiaro per me che il Brand di una professionista in espansione non dovrebbe essere trattato soltanto come qualcosa da comunicare. Dovrebbe essere trattato come qualcosa da amministrare.

Io chiamo tutto questo Patrimonio di Brand.


Un Brand non dovrebbe ricominciare da zero ogni volta che evolvi.


Perché evolverai, cambieranno le offerte, cambieranno i prezzi, alcuni canali diventeranno meno importanti.
Potresti cambiare target, potresti costruire un team, passare dall’erogare personalmente ogni servizio a guidare altre persone.
Potresti addirittura smettere completamente di fare qualcosa per cui oggi sei conosciuta.
Un Brand solido non dovrebbe impedirti tutto questo.
Dovrebbe permettertelo.


Per questo credo che uno dei lavori più importanti per un Personal Brand che sta crescendo sia imparare a distinguere:
cosa può cambiare,
cosa deve evolvere,
cosa vale la pena proteggere.

Il Patrimonio di Brand vive soprattutto nella terza categoria.
Non è ciò che deve rimanere immobile.
È ciò che deve essere abbastanza solido da poter cambiare forma senza perdere valore.

Il Patrimonio di Brand non è tutto ciò che hai creato. E grazie al cielo!


Alcune offerte possono essere abbandonate serenamente, alcuni format hanno fatto il loro lavoro, alcuni codici visivi appartengono a una versione precedente. Alcuni servizi erano funzionali a un determinato momento del business e non hanno nessun motivo di sopravvivere.

Costruire patrimonio non significa accumulare indiscriminatamente.
Significa selezionare.

Per questo oggi lo definirei così:

Il Patrimonio di Brand non è tutto ciò che hai creato.
È ciò che hai riconosciuto avere abbastanza valore da meritare di essere portato nel tempo.


Ed è una differenza enorme.

E forse è proprio questa la domanda che vale la pena portarsi dietro nella prossima fase del tuo Brand.
Non:
“Cosa devo creare adesso?”
Ma:
“Cosa possiedo già che merita di venire con me?”

Perché a un certo livello di crescita non hai necessariamente bisogno di ricominciare.
Hai bisogno di capire che cosa hai costruito, che cosa contiene davvero valore e che cosa merita di essere portato nel futuro.


È da qui che nasce il Patrimonio di Brand.

Ed è anche uno dei punti imprescindibili del Codice Lapù: un modo diverso di leggere ciò che hai già costruito e trasformarlo in qualcosa che possa continuare ad accumulare valore mentre il tuo business evolve.

Quello che ti ho raccontato qui è solo un pezzo del discorso.

Se vuoi approfondire cosa c’è dentro il tuo Brand, nel mio canale Telegram ne parlo molto più da vicino: non il solito canale dove ti arrivano altri tre consigli di branding a settimana. È il posto in cui ti farò entrare un po’ più dentro all’universo Lapù.
Con riflessioni, strumenti, esempi e pezzi del mio modo di lavorare che qui fuori non racconto nello stesso modo.
E sì, ci sarò anch’io.

Se questa idea ti ha fatto pensare “forse nel mio Brand c’è molto più di quello che sto usando”, vieni dentro.

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